Cheratocono

Emanuela 2Questo termine è formato da due parole greche: KERATO = CORNEA e dalla parola KONOS = CONO.
cheratocono = cornea conica, è una condizione nella quale la cornea ha perso la sua forma sferica normale e presenta una deformazione a forma di cono che compromette la nitidezza della visione. Questa malattia della cornea è progressiva, generalmente lenta e può evolvere fino a determinare un’importante compromissione del visus.
Quando il cheratocono progredisce, la cornea si deforma e in prossimità dell apice del cono si assottiglia, diventando irregolare. Può portare alla formazione di piccole pieghe e di cicatrici in seguito.
E’ una patologia che colpisce generalmente soggetti giovani in pubertà e sino ai 20 anni di età. Solitamente il primo occhio ad essere colpito subisce una evoluzione più veloce, registrando un difetto visivo maggiore, l’altro occhio può progredire con una maggior lentezza.
La ridotta visione è determinata dalla deformazione delle immagini conseguenti allo sfiancamento corneale. La protrusione asimmetrica dell’apice del cono determina un’aberrazione ottica di ordine elevato che si chiama coma.
La coma è responsabile della visione di aloni a forma di scia di cometa attorno alle sorgenti luminose, e gli oggetti appaiono deformati ed irregolari. Non è possibile correggere questa aberrazione ottica con degli occhiali. E’ tuttavia possibile migliorare notevolemnte l’acuità visiva con l’utilizzo di speciali lenti a contatto rigide che sono in grado di compensare in parte questo sfiancamento corneale.

Eziologia

Sono state attribuite diverse cause all’insorgenza di questa malattia:
Molti ricercatori riferiscono che le cause del cheratocono possono essere di origine ereditaria o genetica evidenziando l’alterazione di alcune fibre che compongono il tessuto della cornea.
A queste si uniscono cause derivanti da alterazioni metaboliche dell’organismo che alterano il tessuto corneale, tipo vitaminiche, endocrine, ect .

Diagnosi

La diagnosi del cheratocono viene effettuata tramite la topografia corneale, indagine che consente di studiare le alterazioni morfologiche della superficie anteriore della cornea, valutandone le eventuali modifiche nel tempo. Il trattamento del cheratocono attualmente si serve di varie strategie chirurgiche e parachirurgiche che consentono di ottenere buoni risultati, scongiurando il trapianto di cornea.
Il cross-linking è un trattamento parachirurgico che combina i raggi ultraviletti UV-A con un farmaco, il Ricrolin a base di riboflavina, che consente un “irrigidimento” della cornea affetta da cheratocono arrestando l’evoluzione della patologia ed in alcuni casi consentendo una piccola regressione con miglioramento dell’acuità visiva.
Il cross-linking non è però eseguibile in tutti i pazienti affetti da tale patologia. Esistono dei criteri ben precisi di selezione del paziente candidato a tale tipologia di trattamento. Nei restanti casi, invece, si rende necessario un trapianto di cornea.